LA NOSTRA STORIA





È come un vecchio album di ricordi. Un album denso di quelle storie che si raccontano nei libri di una volta. Nel 1881 Tommaso Schiavoni Tafuri, un ricco possidente di Manduria, prosperosa cittadina della Puglia salentina, sposò la contessa Sabini, di Altamura. La nobildonna portò in dote le “barbatelle” di Primitivo (la “barbatella” è una talea di vite innestata, soggetta a particolare lavorazione che stimola l’emissione di radici, la cosiddetta barba, da cui deriva appunto il termine barbatella), che furono piantate a “Cuturi”, uno dei possedimenti di Schiavoni, nella fertile Conca D’Oro. Ed è qui che nacquero i primi alberelli di Primitivo, il cui vino risultò più alcolico e corposo di altri vini pugliesi, un vero nettare degli Dei. L’azienda prosperò nella valorizzazione di questo vitigno del XIX secolo. Ora, XXI secolo, Paolo e Lorenza, con amore, tenacia e determinazione, hanno riaperto quel vecchio album di ricordi per scrivere, insieme ai figli Carlo e Camilla, una storia nuova che conserva tutto il fascino e l’incanto di racconti e luoghi antichi. Cuturi è oggi, come allora, uno scrigno naturale immerso nei profumi della macchia mediterranea. Si estende su circa 280 ettari, a 2 km dalle spiagge selvagge e incontaminate del mar Jonio, nell’Alto Salento, proprio al confine delle tre province di Taranto, Brindisi e Lecce. E proprio come uno scrigno custodisce tesori inestimabili: reperti archeologici dell’antichissima civiltà messapica; il Bosco Li Cuturi e Rosamarina (che prende il nome dal rosmarino, pianta aromatica che qui abbonda), che facevano parte della grande foresta oritana, proprietà di Federico II di Svevia; il Monte dei Diavoli, un piccolo promontorio che sovrasta la tenuta; una Masseria del ‘600, circondata da 10 chilometri di muretti a secco e cinque trulli. Un luogo immerso nella natura incontaminata, dove passato e presente convivono, si fondono nei profumi, nel silenzio, nei prodotti della terra e nel totale benessere.